IL GRANDE EQUIVOCO

Finalmente parliamo di qualcosa, tanto per cambiare, di cui nessuno parla, o scrive. E che risponde a tante domande. Domande che nessuno fa. Risposte… men che meno.

 

Quello che abbiamo sempre pensato

Cos’è il Grande Equivoco

Se fate una ricerca in rete sull’argomento “dieta e chemioterapia”, ne vedrete delle belle.

Quello si può trovare è veramente sconcertante.

 

E il motivo è la persistenza nella mente di molti di un fatto che fino a vent’anni fa dominava l’universo oncologico e permeava la consapevolezza di tutti: medici, pazienti e loro familiari.

 

Ovvero che chi fa la chemio sta sempre, invariabilmente, male, molto male. Soprattutto a livello gastrointestinale.

Chi fa la chemio deperisce poco a poco, in quanto è la stessa chemio che lo danneggia e mina il suo fisico. E gli impedisce di nutrirsi adeguatamente.

E questa cosa è rimasta a livello popolare (ma anche medico non specialistico) come un mantra, una certezza che non si può discutere, non può essere negata. 

Ed è poi stata ripresa dai “copia e incolla” del web, esperti e meno esperti…

Chemioterapia=Impossibilità a nutrirsi adeguatamente= se possibile…dieta varia e calorica di sostentamento

Capire il problema

Bisogna però dividere le persone in chemioterapia  in due categorie. E senza questa distinzione, chiara solo agli “addetti ai lavori” (che sul web sono pochissimi) si dimostra di non aver capito il problema. Quindi:

  1. Chi soffre gli effetti della chemioterapia dal punto di vista alimentare, circa il 10-20% dei pazienti. Una volta questa categoria di persone rappresentava il 90% dei pazienti. Da qui il pensiero ricorrente di cui sopra. Nausea e vomito erano veramente limitativi, e da lì si è creato il comune pensiero di un necessario sostegno alimentare per rafforzare il malato.

Oggi potremmo affermare che la cosa interessa non più del 20% dei malati, forse meno.

Perché questo? Perchè, da più di vent’anni sono a disposizione potenti farmaci antiemetici (cioè anti-nausea e vomito) che hanno praticamente cancellato questo disturbo.

Se questi farmaci vengono usati regolarmente e in modo corretto, è chiaro…

2. Tutti gli altri, che possono mangiare più o meno normalmente. E anche digiunare quando desiderano. O possono eseguire una dieta non bilanciata a scopo terapeutico.

 

Ed è quindi ovvio che pochi, apparentemente, hanno pensato e pensano alla dieta come aiuto terapeutico alla malattia

O meglio, ce ne sono una valanga, ma per lo più nei paesi anglosassoni. E noi andiamo a ruota. Almeno si spera. 

Ma è una trentina d’anni che ci sono studi scientifici a riguardo…

Si, però io ho comunque un po’ di nausea… Cosa devo fare?

Con i nuovi farmaci che sono entrati in uso per molti tumori, esiste in effetti la possibilità di soffrire di nausea (raramente vomito) come tanti anni fa.  Quali sono questi antitumorali? Eccone alcuni, quelli entrati in uso negli ultimi 5-10 anni:

  1. Niraparib, Olaparib,ecc: Sono i cosiddetti PARP-inibitori, utilizzati nel trattamento di alcuni tipi di tumore ovarico. 

  2. Ribociclib e Palbociclib: Sono inibitori delle chinasi cicline utilizzati per il trattamento del cancro al seno. 

  3. Atezolizumab: È un anticorpo monoclonale che rientra nella classe degli inibitori del punto di controllo immunitario. Può essere usato in diversi tipi di cancro, tra cui il cancro polmonare. 

  4. Larotrectinib: È un inibitore dei recettori della tirosina chinasi utilizzato per trattare tumori con anomalie specifiche come la fusione del gene NTRK. 

  5. Belantamab Mafodotin: È un anticorpo monoclonale coniugato utilizzato nel trattamento del mieloma multiplo. Può causare effetti collaterali oculari, tra cui la sindrome dell’occhio secco e la cheratopatia, che a loro volta possono contribuire alla nausea.  

In pazienti che stanno assumendo questi farmaci e che hanno chiaramente effetti collaterali gastrointestinali, occorre certamente grande cautela nell’ affrontare le diete sbilanciate, il digiuno intermittente, il digiuno pre e intra-trattamento…

LE PAZIENTI DEVONO ESSERE VALUTATE ATTENTAMENTE PRIMA DI INTRAPRENDERE PROGETTI DIETETICI ALTERNATIVI E COMUNQUE STARE SEMPRE SOTTO CONTROLLO MEDICO E BIOCHIMICO.

 

Si, ma non c’è niente che si possa fare per ridurre o eliminare la nausea?

 

CERTAMENTE! ORMAI SONO IN USO DA TEMPO GLI ANTIEMETICI PIU’ VALIDI PER QUALUNQUE CHEMIOTERAPIA.

Vediamo le classi di questi farmaci e i principali prodotti usati:

  • Antagonisti dei 5-HT3 Recettori della Serotonina (5-HT3 antagonisti): Questi sono i farmaci maggiormente in uso e a costo minore. Riescono a combattere efficacemente la nausea nella maggior parte dei casi. Agiscono bloccando i recettori 5-HT3 nella zona ileocecale del tratto gastrointestinale e nel centro del vomito nel cervello. Ciò aiuta a ridurre l’attivazione dei recettori 5-HT3 da parte della serotonina, che è coinvolta nella stimolazione del riflesso del vomito. Alcuni di questi sono: 
  • Ondansetron (Zofran)
  • Granisetron (Kytril) 
  • Palonosetron (Aloxi)

  • Antagonisti dei recettori D2 della dopamina: Primissimi farmaci ad essere utilizzati nel trattamento della nausea e disponibili ancora oggi. Questi farmaci agiscono sul recettore della dopamina per ridurre la nausea e il vomito. Esempi:
  • Metoclopramide (Plasil)
  • Proclorperazina (Stemetil)
  • Aloperidolo (Serenase)

  • NK1 antagonisti: Questi farmaci agiscono sui recettori della neurochinina-1 per prevenire la nausea e il vomito:
  • Aprepitant (Emend)
  • Fosaprepitant (Ivemend)
  • Netupitant (in associazione con Palonosetron: Akynzeo)

  • Corticosteroidi: Alcuni corticosteroidi, come il desametasone, possono essere utilizzati come parte del regime antiemetico per aiutare a controllare la nausea e il vomito.

  • Benzodiazepine: In alcuni casi, i benzodiazepinici come il lorazepam possono essere utilizzati per alleviare l’ansia associata alla nausea e al vomito.

  • Fenotiazine: Farmaci come la prometazina possono essere utilizzati come antiemetici in alcune situazioni.

  • Cannabinoidi: Alcuni derivati sintetici del tetraidrocannabinolo (THC), come il dronabinolo, possono essere utilizzati per la gestione della nausea e del vomito associati alla chemioterapia.

Si, ma nonostante la terapia io ho spesso nausea. Come faccio a sapere se sto facendo tutto il possibile per gli effetti collaterali del mio trattamento? 

VEDIAMO UN PO’.

Innanzitutto dobbiamo suddividere le pazienti in due grandi gruppi:

1. Quelle in terapia orale

2. Quelle in terapia endovenosa

Nel primo caso, con un trattamento a lungo termine ma ugualmente tossico ed emetizzante (cioè che provoca nausea o vomito) il problema è più difficile da risolvere. Prendiamo il caso dei Parp-inibitori (Olaparib, Niraparib,ecc.)

Stante il fatto che i Parp-inibitori vengono solitamente somministrati 2 volte al giorno, occorrerà assumere l’antiemetico due volte, prima dell’assunzione della abituale pillola.

Nel secondo caso, le terapie endovenose, l’antiemetico andrà assunto solo prima della somministrazione della flebo, e di solito, se compare nausea, questa tende a scomparire nei giorni successivi alla somministrazione. E’ possibile che alla terapia antiemetica prima del trattamento venga fatta seguire una terapia a casa, solitamente per via orale.

IN SOSTANZA QUEL CHE BISOGNA FARE E’:

SE LE COSE VANNO DISCRETAMENTE:

    1. PRENDERE SEMPRE LE COMPRESSE CHE VENGONO PRESCRITTE DAL MEDICO PER LA PREVENZIONE ED IL TRATTAMENTO DELLA NAUSEA  E PER IL NUMERO DI GIORNI INDICATI.
    2. NON SALTARE MAI LE COMPRESSE ASSEGNATE, ANCHE SE OGNI TANTO SEMBRA DI STARE MEGLIO.
    3. CANCELLARE LA FOBIA DA FARMACO PENSANDO CHE MENO SE NE PRENDONO MEGLIO E’ !
    4. LASCIAR PERDERE LE “PROVE” PER VEDERE “CHE SUCCEDE SE NON PRENDO NIENTE” !

SE NONOSTANTE TUTTO, SI HA SPESSO NAUSEA:

    CHIEDERE AL MEDICO DI RIFERIMENTO SE IL FARMACO UTILIZZATO PUO’ ESSERE AFFIANCATO DA UN ALTRO O SOSTITUITO DA UNO PIU’ EFFICACE.
    NON AVERE PAURA DI CHIEDERE !
    Chiedere al medico per la nausea