DIGIUNO INTERMITTENTE E CHEMIO

I componenti della dieta mediterranea

Cos’è il Digiuno intermittente ?

Può essere utile in quest’ambito?

Cos’è il Digiuno Intermittente

Non si tratta propriamente di una dieta o di uno stile alimentare, ma di una pratica molto interessante per la salute e la longevità.

In pratica consiste nel far passare almeno 13 ore tra un pasto ed il successivo, ovvero saltarne uno dei tre abituali. Per esempio dalla cena del giorno prima  al primo pasto del giorno successivo, cioè alla colazione.

Se poi si puo’ prolungare fino al pranzo del giorno successivo, tanto meglio. Per comprendere meglio l’uso del digiuno intermittente si possono consultare i testi del Dr Valter Longo, nutrizionista noto a livello mondiale per i numerosi studi pubblicati sull’argomento. 

Quindi,per il digiuno di 13 ore, si potrà effettuare digiuno da

  • dopo colazione fino a cena (7 – 20), cioè salto il pranzo
  • dopo pranzo fino a colazione (14 – 6), cioè salto la cena
  • dopo cena fino a pranzo (20 – 9), cioè salto la colazione

Questo regime, come dimostrato da molteplici studi, produce degli effetti positivi sul nostro organismo, con pulizia delle cellule morte, stimolo al sistema immunitario, ecc.

Risulta inoltre che, nelle pazienti che praticano il digiuno intermittente, gli effetti collaterali sui tessuti di una precedente e prolungata dieta sbagliata, ricca di carboidrati semplici e complessi, poco alla volta, vengano notevolmente ridotti .

Se vogliamo dirla in altro modo, si tratta di concentrare le ore del giorno in cui mangiamo in una fascia molto limitata. In pratica non mangeremo tra un pasto e l’altro.

Iniziamo con qualcosa di facile.

DIGIUNO SERALE ( h 20-9 )

E’ evidente che si tratta di un’abitudine facile da mettere in pratica e che in realtà dovrebbe essere praticata da tutti, sempre. Si consiglia quindi un DIGIUNO dopo la cena per almeno 13 ore, ovvero fino alla colazione del giorno dopo.

In sostanza dopo la cena, terminata al massimo entro le ore 20.30-21, non si dovrebbe piu’ mangiare fino al giorno successivo, con beneficio su tutti gli organi e soprattutto, com’è ovvio, sull’apparato gastro-intestinale. Proprio il contrario di ciò che comunemente si potrebbe pensare (ovvero che il digiuno non è mai adatto, debilita il fisico, provoca spasmi a carico dello stomaco, eccetera).

Si tratta di una disciplina che già molte persone praticano, rinunciando a riaprire il frigorifero dopo aver terminato la cena e bevuto l’ultimo caffè della giornata. E’ evidente che è sempre possibile assumere una o più tisane a tarda ora, ma non zuccherate o zuccherate con dolcificante, per favorire la comparsa del sonno.

Questa tipologia di assunzione dei cibi solo in determinati periodi della giornata è molto importante. Occorrerà inoltre controllare il peso corporeo con una bilancia affidabile e tenere traccia scritta delle rilevazioni fatte.

    Nei pazienti anziani e/o diabetici occorre tenere sempre sotto controllo la glicemia ed effettuare i trattamenti modulandoli in base ai nuovi valori. 

    E’ auspicabile anche un parere del proprio medico curante e del diabetologo.

    Vediamo cos’altro si può fare.

    DIGIUNO DURANTE LA GIORNATA, ovvero:

    • dopo pranzo fino a colazione (14 – 6) e/o
    • dopo colazione fino a cena (7 –  20)

    Qui occorre procedere con qualche cautela. Può essere effettuata da  tutte le pazienti in buone condizioni generali e in assenza di patologie concomitanti. Almeno all’inizio va praticato per uno, massimo due giorni alla settimana, per valutare come reagisce il nostro organismo al nuovo metodo. 

    Si continuerà nelle settimane successive solo dopo aver constatato che i primi digiuni non hanno apportato alcun problema visibile alle proprie capacita’ fisiche, muscolari e mentali e non prima di aver verificato l’assenza di problemi ed effetti collaterali dopo un iniziale periodo di prova.

    Qualora si rilevasse l’assenza di  qualunque situazione quantomeno dubbia, si potra’ effettuare il digiuno anche per piu’ di un giorno alla settimana, non consecutivo, e solo per 13 ore o con dieta mima-digiuno ( solo sotto controllo medico se sono presenti patologie di qualunque tipo).

     

    In sostanza, praticare questo schema di digiuno intermittente in media due volte alla settimana, puo’ essere un esempio accettabile.

    Nei casi in cui si desidera prolungare il digiuno si salteranno fino a due pasti nell’arco della giornata.

    Si ricorda che, nelle ore di digiuno è possibile assumere qualunque bevanda non zuccherata (caffè, te’, tisane, perfino una coca zero o una bevanda dietetica se ciò aiuta a…riempire lo stomaco).

     

    Si ribadisce l’importanza di controllare il peso corporeo con una bilancia affidabile e tenere traccia scritta delle rilevazioni fatte.

    In ogni caso, solo per le pazienti che non hanno controindicazioni mediche di alcun tipo, è possibile associare a questa abitudine dietetica anche una dieta Low Carb, ovvero a basso contenuto di carboidrati, cosiddetta “pescetariana”, ovvero vegetariana piu’ pesce, contenente quindi : pesce, vegetali, legumi e frutta e con un bassissimo contenuto di carboidrati semplici e complessi (pane, pasta, riso, dolci).

    Note: come detto, è evidente che l’intervallo più facile è quello del dopocena-colazione.

    Tutti noi dovremmo smettere di “piluccare” dopo aver finito la cena, mentre studiamo, lavoriamo o guardiamo la tv.

    Già solo questa pratica sarebbe portatrice di sicuro benessere gastro-intestinale per chiunque.

    La soluzione per chi vorrebbe… ma non può o non vuole.

    Per chi non riuscisse a praticare un digiuno (non di liquidi, come già detto) di 24 ore , ovvero di solito dalla cena alla cena del giorno successivo, è possibile, oltre che bere qualunque quantità di liquidi non zuccherati,  praticare la “dieta mima-digiuno”, come proposto dal Dr Longo, nutrizionista italo-americano, nei suoi testi.

    ATTENZIONE !!!

    Tale schema puo’ essere effettuato solo se non ci sono controindicazioni cardiologiche o metaboliche in corso. 

    Nel caso in cui si debbano assumere farmaci a stomaco pieno occorrera’ praticare questo schema solo se sarà possibile tenere conto di queste necessità.

    Si consiglia comunque un controllo degli esami ematochimici generali (se non eseguiti di recente).

     

    In breve, dando qualche numero…

    • Non considerata dalle Società Scientifiche. Si dubita che ne conoscano l’esistenza 10% 10%
    • Utile al malato neoplastico? Si, ma solo se in condizioni discrete e sotto controllo medico 50% 50%
    • Serve come potenziamento della Chemioterapia? 80% 80%

    Esempio teorico di valutazione della metodologia e considerazioni generali per quanto riguarda l’uso durante chemioterapia (previa consulenza medica e oncologica)

    INDICAZIONI SUI TEMPI DELL’ASSUNZIONE DI CIBI NEI GIORNI IN CUI LE PAZIENTI ESEGUONO CHEMIOTERAPIA 

    (OVVERO IL GIORNO PRECEDENTE LA CHEMIOTERAPIA ED IL GIORNO DEL TRATTAMENTO)

     

    N.B.: SOLO PER PAZIENTI CHE NON SONO AFFETTE DA MALATTIE CRONICHE O ASSUMONO FARMACI DEL CUI USO CHI PRESCRIVE IL DIGIUNO E’ A CONOSCENZA. 

    (CONTATTARE IL PROPRIO MEDICO/CURANTE PER LA PREVENZIONE DI QUALUNQUE EFFETTO COLLATERALE.)

    • Si consiglia generalmente, se praticabile, un DIGIUNO dopo la cena del giorno precedente la chemio per almeno 13 ore, prolungabile se possibile fino alla cena del giorno della chemio, ovvero fino a 24 ore.
    • In sostanza dopo la cena, terminata al massimo entro le ore 20.30 non si dovrebbe più mangiare. Questo regime massimizza gli effetti della chemio (o della radioterapia) senza determinare nessun effetto collaterale. Risulta inoltre che gli effetti collaterali della chemioterapia nelle pazienti che praticano il digiuno intermittente sono notevolmente ridotti nei giorni successivi al trattamento. Proprio il contrario di ciò che comunemente si potrebbe pensare (ovvero che il digiuno non è adatto a persone che effettuano pesanti trattamenti, eccetera).
    • E tuttavia possibile assumere liquidi a qualunque ora, anche in quantita’: Caffè, Tè (meglio verde), Tisane, anche zuccherati con dolcificante.
    • Come comportarsi con la colazione ?

    Viene considerato molto utile come colazione assumere una qualunque bevanda non zuccherata come caffè (anche macchiato, con dolcificante), te’, orzo, tisane ecc. nella quantità desiderata.

    • Se tuttavia, appena praticato questo schema alimentare, il digiuno delle 24 ore fosse faticoso o provocasse disturbi quali: notevole debolezza, giramenti di testa o malessere, è evidente che questa pratica andrà modificata come segue:
    • Prima di tutto provare con l’aggiunta ad una qualunque bevanda non zuccherata come il caffè,  un vasetto di yogurt (meglio) o, se proprio non se ne potesse fare a meno, un frutto a basso indice glicemico (pompelmo, arancia, mela, ecc).

    Se questo non è possibile, almeno le prime volte : una fetta biscottata integrale.

    Dopo qualche giorno cercare di ridurre e/o ritornare allo schema iniziale proposto, sempre se non ci sono effetti collaterali o debolezza.

    • Fino all’ora di pranzo, o se possibile, cena : digiuno. Se la cosa non fosse possibile per i motivi qui sopra elencati è possibile fare un piccolo pranzo con verdura cruda o cotta (non mais, farro e altri cereali, non condita con olio o burro), secondo lo schema tipo mima – digiuno.
       

    PREVENZIONE EFFETTI COLLATERALI

    • In ogni caso meglio evitare di guidare l’auto o la moto durante i momenti di digiuno.

     

    ATTENZIONE !

    • LE INDICAZIONI RIPORTATE IN QUESTE PAGINE SONO PURAMENTE INFORMATIVE E NON COSTITUISCONO PRESCRIZIONE MEDICA.
    • NON SONO APPLICABILI A TUTTI I PAZIENTI E A TUTTI I TUMORI
    • OGNI PRATICA REALE DEVE ESSERE VALIDATA DA UN MEDICO ESPERTO IN ONCOLOGIA MEDICA E/O ONCOLOGIA INTEGRATA E NUTRIZIONE.
    • In caso di malattie croniche concomitanti come il diabete in terapia, nel caso di pazienti fragili o anziani, o se ci fossero dubbi in merito, concertare primariamente con il medico di riferimento del Centro oncologico la migliore strategia dietetica.

       

      Digiuno totale e chemioterapia

      INTERFERENZE POSSIBILI TRA DIGIUNO INTERMITTENTE INTRA-CHEMIO E TRATTAMENTO CHEMIOTERAPICO IN CORSO 

      Il digiuno dalle 21 della sera prima alle 21 del giorno dopo, ha lo scopo di massimizzare l’effetto della terapia. L’azione del farmaco sulle cellule tumorali verrebbe infatti fortemente aumentata dalla carenza di glucosio in circolo, che, in una situazione di stress, le danneggerebbe notevolmente.

      E’ evidente che in alcune persone uno stato di digiuno in una situazione di stress (la chemioterapia) potrebbe portare ad uno stato di ipoglicemia transitoria con possibili episodi di astenia (debolezza fisica), di ipotensione o di sindrome vertiginosa, incapacità a mantenere la stazione eretta, ecc.

      E’ evidente che bisogna anche considerare le possibili pregresse problematiche, fra cui quelle cardiache, polmonari, metaboliche…

      Occorre pertanto valutare tutto ciò che può interferire in senso negativo, insieme al digiuno intermittente, nel determinare uno stato di stress e di debolezza in un fisico magari già sottoposto ad una serie di problematiche relative alla malattia (intervento chirurgico, chemioterapia, radioterapia, ecc).

      Rimane pertanto non doveroso, ma obbligatorio, praticare questo schema solo dopo aver consultato il proprio medico curante ed in assenza di controindicazioni relative ed assolute.

      Sul breve e medio termine rimane comunque mandatorio il controllo del peso, al fine di non perdere chili e aumentare l’astenia.

       

       

         

        CONTROLLARE SEMPRE I PARAMETRI VITALI

        • Controllare spesso la pressione, essendosi procurati un apparecchio di misurazione decente 
        • Controllare sempre la glicemia, se possibile

         

         

         

        IN DUBBIO RECARSI AL PRONTO SOCCORSO , soprattutto se si presentano:

        • palpitazioni che non regrediscono
        • pressione sempre bassa
        • glicemia bassa o sudorazione fredda, cioè i sintomi ben noti ai diabetici…

         

         

        La risposta finale è quindi: per alcuni pazienti ed alcune neoplasie questo potrebbe essere veramente un aiuto importante. Con estrema attenzione ai parametri vitali…